Cosa fare durante lo scontro sui dazi?
Data pubblicazione: 14 aprile 2025
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Ma ora conviene vendere o conviene comprare?
È la domanda che molti investitori si pongono in questi giorni di alta volatilità sui mercati. Per rispondere, è fondamentale analizzare l'attuale situazione economica e commerciale, in particolare lo scontro sui dazi tra Stati Uniti e Cina.
L'escalation dei dazi: cosa sta succedendo?
Il 2 aprile 2025, il presidente Donald Trump ha annunciato l'introduzione di una tariffa universale del 10% su tutte le importazioni negli Stati Uniti, con l'obiettivo dichiarato di proteggere l'industria americana e ridurre il deficit commerciale. Tuttavia, per la Cina, le tariffe sono state aumentate fino al 145%, in risposta a quella che l'amministrazione Trump ha definito una "mancanza di rispetto" da parte di Pechino nei confronti dei mercati globali.
La sospensione di 90 giorni e la reazione dei mercati
Pochi giorni dopo, il 9 aprile, Trump ha annunciato una sospensione di 90 giorni delle tariffe aggiuntive per la maggior parte dei Paesi, mantenendo però in vigore il dazio del 10%. La Cina è stata esclusa da questa sospensione, con le tariffe che sono rimaste al 145% . Questa decisione ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari: il Nasdaq ha chiuso con un incredibile +12,1%, il miglior giorno dal 2001; il Dow Jones ha registrato un rialzo di oltre il +7,8%, segnando uno dei maggiori guadagni giornalieri della sua storia.

Fonte: Yahoo Finance 9/4/2025
Accuse di manipolazione del mercato
Prima dell'annuncio della sospensione, Trump aveva pubblicato un messaggio sul suo social network in cui suggeriva che fosse un "ottimo momento per comprare". Questo ha sollevato sospetti di insider trading, con accuse che ritengono possa aver manipolato il mercato a proprio vantaggio.

Fonte: Profilo Truth Social di Donald J. Trump
La risposta della Cina e il rischio per gli Stati Uniti
In risposta all'inasprimento delle tariffe da parte degli Stati Uniti, la Cina ha aumentato i dazi sui prodotti americani fino al 125%, colpendo settori chiave come l'agricoltura e l'industria manifatturiera. Ma Pechino dispone di un'altra leva strategica: è il secondo maggiore detentore straniero del debito pubblico americano, con circa 768,6 miliardi di dollari in titoli del Tesoro USA, dietro solo al Giappone.
Recentemente, si è diffusa l'ipotesi che la Cina abbia iniziato a vendere una parte significativa di questi titoli, una mossa che potrebbe aumentare i rendimenti e i costi di indebitamento per il governo americano. Sebbene questa azione comporti rischi anche per la Cina, che vedrebbe diminuire il valore delle proprie riserve in dollari, rappresenta un chiaro segnale della volontà di Pechino di utilizzare tutte le armi a sua disposizione nella guerra commerciale in corso.
Pressione sul dollaro e segnali dai mercati valutari
In parallelo alle tensioni sui dazi, anche il mercato valutario ha reagito con forza. Nelle ultime settimane, il dollaro statunitense si è notevolmente indebolito rispetto all’euro, arrivando a sfiorare quota 1,14 dollari per un euro, livelli che non si vedevano da mesi. Questo movimento riflette la crescente incertezza degli investitori internazionali verso l’economia americana, aggravata dalla minaccia di una guerra commerciale prolungata e dalla possibilità che la Cina possa ridurre la propria esposizione in titoli del Tesoro USA.
La debolezza del dollaro, se da un lato può favorire le esportazioni statunitensi, dall’altro aumenta il costo delle importazioni e contribuisce alla pressione inflazionistica, in un contesto già complicato per le famiglie e le imprese.

Fonte: grafico 3 mesi cambio Euro-Dollaro "Il Sole 24 Ore" del 14/04/2025
Esenzioni temporanee per tecnologia e microchip
Nonostante l'escalation, l'amministrazione Trump ha concesso esenzioni temporanee dai dazi per alcuni prodotti tecnologici, tra cui smartphone, computer e microchip. Questa decisione è stata interpretata come un segnale di apertura verso la Cina e un tentativo di ridurre l'impatto negativo sulle aziende tecnologiche americane.
Cosa fare in questi momenti di volatilità?
In un contesto così incerto, è difficile prevedere con certezza cosa accadrà nei prossimi giorni. Tuttavia, come ha affermato Larry Fink, CEO di BlackRock, sebbene ci possa essere il rischio di ulteriori cali anche del 20%, considera questo un momento più favorevole per investire che per vendere.
Per chi dispone di liquidità che non necessita nel breve periodo, potrebbe essere un'opportunità interessante. Vendere ora significherebbe trasformare una perdita potenziale in una perdita reale, e si rischia di perdere eventuali rimbalzi del mercato in caso di notizie positive.
E tu, come stai affrontando questa situazione?
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